MARSHALL AFD 100

Written by Redazione Chitarre on . Posted in Strumenti

di Simone Gianlorenzi

Tratto da Chitarre n. 305 – Luglio 2011

 

Una delle accoppiate più rappresentative per il suono della chitarra rock è quella tra Gibson Les Paul e ampli Marshall. Aggiungiamo una capigliatura riccioluta, cappello a cilindro, pacchetto di Marlboro, Jack Daniel’s come se piovesse ed eccoci arrivati nel mondo magico di Slash...

La nuova testata Marshall AFD100 è dedicata a uno dei suoni più entusiasmanti della storia della musica rock, uno dei più ricercati, discussi e imitati, il suono di Slash sul primo disco dei Guns’n’Roses, Appetite For Destruction (da cui la sigla AFD). È il debut album più venduto nella storia della musica e Slash, da allora, è diventato un riferimento della chitarra rock anche grazie a quel suono definito spesso come “the ultimate rock tone”.

La AFD100 è una testata da 100 watt completamente valvolare. Ha un solo canale ma due modalità operative, attivabili manualmente o tramite il footswitch in dotazione, basate su due suoni leggendari di Slash: la #34 e la AFD.

La prima è ispirata al suono della testata Marshall JCM 800 2203 modificata utilizzata dal nostro a fine anni ‘80, la seconda ha uno stadio di gain aggiuntivo ed è basata sulle caratteristiche timbriche del mitizzato appetite amp.

Sul pannello frontale ci sono gli interruttori di accensione e standby, un LED luminoso che indica lo stato dell’ampli e lo switch per attivare o disattivare manualmente l’FX-loop (si può fare anche tramite footswitch).

La prima manopola che incontriamo è denominata Power ed è la vera chicca di questa testata: si tratta di un attenuatore di potenza elettronico in grado di regolare il volume di uscita dell’ampli da un minimo di 0,1% a un massimo di 100%. In buona sostanza permette di utilizzare la testata in camera da letto o sul palco di uno stadio mantenendo la stessa qualità timbrica e sonora dell’ampli. Questo è possibile perché il controllo lavora elettronicamente riducendo il voltaggio alle componenti dell’amplificatore piuttosto che inserendo resistenze di carico nel circuito. Seguono poi i controlli di Presence, Bass, Middle, Treble, Master volume e Gain prima del selettore manuale per scegliere tra modalità #34 o AFD e dei due ingressi per la chitarra, High e Low.

L’equalizzazione dell’ampli è interattiva, cioè la variazione di un potenziometro porta alla modifica del comportamento degli altri, quindi smanettando si può ottenere una gamma enorme di diverse sfumature timbriche. Per la nostra prova video abbiamo seguito i consigli del manuale e abbiamo tenuto i potenziometri a metà corsa.

Sul pannello posteriore ci sono le uscite per le casse (4, 8 e 16 Ohm), la presa per l’alimentazione, il fusibile, la presa per il footswitch e un paio di altre cose interessanti. La prima è l’effect loop seriale con il controllo volume sul return. Questo controllo permette di regolare il volume del ritorno degli effetti ma, se non vengono utilizzate unità effetti esterne, funziona anche come secondo Master volume per attenuare o pompare (fino a +10dB) il suono. Considerando che è attivabile tramite footswitch questa funzione è già una vera chicca. L’altra funzione interessante è la regolazione automatica del Bias delle valvole (con apposito trimmer che permette di regolare valori tra 20mA e 50mA) e il Bias Fault ossia un sistema che monitorizza lo stato delle valvole finali dell’ampli. Il tutto è segnalato da quattro LED luminosi, uno per valvola, che si accendono quando una valvola non funziona correttamente. Se si accendono tutte assieme, indicano che il fusibile si è bruciato.

Accendiamo l’ampli e iniziamo a capire come suona. E’ grande la curiosità di provare il citato controllo di Power per stabilire un livello di volume accettabile per le orecchie senza compromettere la qualità del suono. Si scopre subito con vero piacere che il suono rimane identico a qualsiasi regolazione, ovviamente la pressione sonora è diversa, ma la pasta timbrica e il calore rimangono tali e quali. Questo controllo funziona molto bene, decisamente uno dei migliori attenuatori che abbiamo avuto modo di provare.

Una volta stabilità la giusta dose di potenza ci concentriamo sulla modalità #34. Lavorando sul controllo di gain si ottengono suoni molto distorti, ottimi per riff in pieno stile AC/DC e Guns’, ovviamente, mentre è pressoché impossibile avere un suono perfettamente clean, ma questo era immaginabile. La caratteristica base della timbrica è quella del JCM 800, un suono scavato, con bassi e acuti in evidenza ma non fastidiosi. Il crunch con la Les Paul è una vera goduria, si suona con vero piacere. Il suono sembra essere perfetto per essere collocato all’interno del mix di una band: esce dritto in faccia che è una bellezza.

Passando alla modalità AFD il sorriso si allarga ancora di più. Il suono s’imballa, aumenta il guadagno ed escono tutte le meravigliose medio-basse che solo i migliori ampli Marshall si possono permettere. Il suono è adattissimo agli assolo, liquido, caldo e rotondo. Elegante e aggressivo al tempo stesso. Di sicuro piacerà molto anche a chi preferisce la Stratocaster e i single-coil in generale. Con una Les Paul e il pickup al manico non possiamo chiedere di meglio.

 

In generale, lavorando con le due modalità e i diversi settaggi di equalizzazione si ottengono sfumature infinite di suoni. Aggiungiamoci la possibilità del boost ottenuto con il loop effetti e ci rendiamo subito conto della grande versatilità di utilizzo di questo ampli, che strizza l’occhio ai vecchi Marshall anche funzionalmente. Grazie all’ottima trasparenza e dinamica basta lavorare con il volume della chitarra per ottenere un discreto suono clean per arpeggi e accordi appoggiati. Ovviamente è una macchina da rock, se cerchiamo suoni puliti al 100%, note cristalline da bagnare col chorus, siamo fuori strada, l’ampli è fatto per ruggire e può farlo in qualsiasi situazione logistica vista l’ottima funzionalità del controllo Power.

L’AFD100 ci è piaciuto molto, non ci sono dubbi, ma rimane ancora da rispondere alla domanda più ovvia: il suono è veramente quello di Slash su Appetite for Destruction? Guardate il video e giudicate voi o – meglio ancora – cercate di provarlo di persona.

Considerato quello che offre, per noi forse è anche meglio dell’originale. (Simone Gianlorenzi)

 

Segni particolari 

Prezzo: 1.550,00 euro.

Attenuatore di potenza molto efficace.

Due modalità timbriche diverse.

Opzione per un secondo Master volume.

Qualità del suono.

Distribuito da EKO, www.ekomusicgroup.com

 

A cuore aperto 

Questa versione “firmata” è praticamente un JCM800 siliconato, infatti per quel che riguarda la sezione preamplificatice, alla conformazione originaria, è stato aggiunto un ulteriore stadio di guadagno, inseribile a piacimento, e il circuito per l’inserzione degli effetti. Interessante la scelta di usare all’ingresso la valvola con entrambe le sezioni in parallelo per contenere il fruscio di fondo. L’innovazione vera riguarda la possibilità di controllo continuo della potenza in uscita. Per ottenere ciò ed evitare di ricorrere a una sezione di alimentazione grossa e pesante, i progettisti Marshall sono ricorsi all’uovo di Colombo di variare la sola alta tensione che alimenta le griglie di soppressione delle finali e, ovviamente, variando in proporzione la tensione di “bias” delle stesse, il tutto controllato da un piccolo microprocessore dedicato, tramite il quale si può impostare il .tiro. dell.amplificatore a seconda del bias.

Questa soluzione assomiglia a quella già adottata dalla DV Mark sui loro modelli da oltre un anno; d’altra parte nell’audio valvolare è facile trovare casi di idee sviluppate in modo autonomo, parallelo e di somiglianza involontaria. Dal punto di vista costruttivo presenta un telaio molto rigido con due trasformatori ben dimensionati, per ridurre i costi, il trasformatore di alimentazione ha i lamierini E montati assieme e saldati al gruppo delle I lungo le giunzioni, questo riduce notevolmente il costo di lavorazione rispetto al montaggio tradizionale con i lamierini montati con i versi alternati, uno per uno; in caso di rottura si butta e si sostituisce, ammesso che possa succedere dato il dimensionamento, ma è meglio di certi riavvolgimenti .ammirati. sinora. Le schede di circuito stampato sono ulteriormente migliorate come fattura, come è migliorato il dimensionamento delle resistenze sottoposte all’alta tensione. Se proprio si deve cercare un difetto, ci si può attaccare ai microinterruttori sul pannello e dire che i potenziometri con l’alberino in plastica possono risultare fragili in caso di “incidente”. (Vincenzo Tabacco)

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