The 69 Eyes – The Strigas – Vlad In Tears @ Bologna Kindergarten – 11/05/2017

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Sono passati esattamente dieci anni dall’ultima volta in cui i The 69 Eyes sono transitati da Bologna. All’epoca (era appunto il maggio 2007) l’istituzione che per anni ha portato grossi nomi del metal nel capoluogo felsineo e che rispondeva al nome di Bologna Rock City aveva richiamato Jyrki 69 e i suoi compari per la prima edizione del Dark Fest. Ed è proprio lo stesso Jyrki, tra un brano e l’altro, a ricordare questo suo passaggio nella città, manifestando un’apparente soddisfazione nel ricordare nome e luogo del live e appoggiando per un attimo la maschera del bel tenebroso impossibile da scalfire che da sempre lo accompagna. Nonostante gli anni di carriera alle spalle, i The 69 Eyes sono sembrati in ottima forma, animando da subito l’atmosfera del Kindergarten e portando a termine un live più intenso e partecipato di altri a cui abbiamo assistito negli anni scorsi. Ottima la scelta dei tempi e la setlist, che ha spaziato in circa vent’anni di attività della band, vale a dire il periodo in cui la band finlandese ha scelto di deviare dal percorso più glam degli esordi per orientarsi verso un gothic dark che è ormai da tempo il loro marchio di fabbrica. La voce di Jyrki non deve poi trarre in inganno, perché se è vero che per la maggior parte del tempo il tenebroso frontman è abituato a destreggiarsi su registri bassi, bastano pochi momenti per ricordarsi della sua ottima estensione vocale. Si comincia dal passato, con “Framed In Blood”, pubblicata a inizio millennio, per arrivare a due pezzi che sono indiscutibilmente i più noti nel repertorio dei The 69 Eyes, ovvero “Brandon Lee” e “Wasting The Dawn”. In mezzo, una carrellata di estratti dalla discografia, che vanno da “Betty Blue” a “Never Say Die” e dalla più recente “Dolce Vita” a quello che è ormai un altro classico e risponde al nome di “Feel Berlin”. Con poche interruzioni fra un pezzo e l’altro, come è loro consuetudine, i The 69 Eyes portano una ventata di gelida passione nei cuori dei presenti, grazie alle loro interpretazioni intense e coinvolgenti.

Ad aprire la serata, invece, ci hanno pensato due band italiane, perfettamente inquadrate nello stile della serata e decisamente di buon livello. Iniziano i Vlad In Tears, nati in Italia ma ormai stabilitisi a Berlino da alcuni anni e autori di un dark gothic a tinte forti, oscuro ma vitale, che dà l’idea di una band che vive e interpreta ogni live come se fosse un’occasione unica. È da evidenziare tra gli altri brani proposti una cover di “Wicked Game” di Chris Isaak, che da quando è stata data in pasto al popolo gothic con la versione degli Him è ormai il piatto forte di molti repertori del genere, che questa volta viene però proposta in una versione scarnificata e molto più disperata rispetto all’originale. Sette sono invece i brani eseguiti dai The Strigas, quintetto pugliese con una buona esperienza alle spalle e un pubblico ormai affezionato, dediti a loro volta a sonorità legate al genere, estremamente vitali e attenti, a quanto si percepisce, a una ricerca sonora che li identifichi con precisione nel settore. Serata ineccepibile da parte di tutte le band partecipanti, e anche se forse i fasti delle due edizioni del Dark Fest non torneranno, il bilancio è comunque positivo

Testo e foto copyright di(Anna Minguzzi

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