Kvelertak – Meir

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Considerati da molti come la “next big thing” nella scena metal, i Kvelertak sono chiamati a confermare ciò che di buono avevano mostrato con il loro omonimo disco d’esordio. Meir, pubblicato dall’etichetta Roadrunner, è potente, massiccio, il naturale proseguo del predecessore, ma con in più una maggiore attenzione alle dinamiche. Le tre chitarre presenti possono fungere da muro sonoro davvero imponente grazie a un’ottima interazione fra i musicisti, capaci di lanciarsi in ritmiche che pescano a piene mani dal punk d’annata per poi distendere le atmosfere con armonizzazioni tipiche di Thin Lizzy e Wishbone Ash. Il cantato estremo proveniente dalla tradizione black metal norvegese completa il quadro di una band interessante, capace di creare un proprio sound caratteristico unendo elementi molto distanti fra loro sino a creare un mix immediatamente riconoscibile. In evidenza  il singolo “Bruanne Brenn” per il ritornello efficacissimo e “Trepan”, forse il pezzo chitarristicamente più interessante.

Lorenzo Gandolfi

 

Joe Satriani – Unstoppable Momentum

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Grande ritorno sulla scena discografica per Joe Satriani con un cd fresco di stampa dal titolo Unstoppable Momentum. Undici nuove tracce e una band nuova di zecca con Vinnie Colaiuta alla batteria, Chris Chaney al basso, Mike Keneally alle tastiere e Satriani ovviamente alle chitarre, ma anche al basso e tastiera.

Se c’è una cosa che colpisce di Satriani è la sua innata capacità di coniugare la composizione, il senso della melodia, della forma canzone, con la ferocia dello shred e degli ipertecnicismi sulla seicorde, di cui è protagonista sin dagli albori, senza rinunciare all’animo bluesy che dilaga in ogni cosa porti il suo nome. Insomma, per dirla con poche parole, i lavori di Satriani si ascoltano sempre con grande entusiasmo e piacere proprio perché completi e perfetti in tutto. Tra l’altro, nel mondo dei cd strumentali per chitarra, Satriani sembra essere sempre un passo avanti rispetto ai suoi colleghi per quanto riguarda la produzione: I suoni sono sempre magnifici e splendidamente curati, e questo cd non fa che confermarlo.

Dopo quasi trenta cd col suo nome sopra Satch riesce ancora a dar fondo alla sua creatività trovando sempre quella melodia nuova, diversa, quel giro di accordi fresco, quel refrain accattivante, quel riff trascinante. Insomma sembra ancora non aver dato fondo alla sua verve creativa. Unstoppable Momentum segue la scia stilistica del Satch degli anni duemila, di dischi come Strange beautiful music, Professor Satchafunkilus and the Musterion of Rock oppure il penultimo Black Swans and Wormhole Wizards. Il mondo è quello, ma sembra diversificato, ampliato, rivisitato. La fluidità esecutiva sui legati è sempre ai massimi livelli, l’espressività dei bending dei vibrati come il suono e il fraseggio non sembrano essere stati in alcun modo intaccati dal tempo se non in maniera positiva….insomma Satriani suona sempre meglio!

Maestro indiscusso dell’uso del sistema modale riesce a trovare sempre la pennellata del colore giusto in ogni brano, creando sapori e  sensazioni in cui non è difficile immedesimarsi già dal primo ascolto. Proprio questa è la grande differenza tra lui e il suo “allievo” storico che per molti è sempre un po’ più difficile da digerire.

Il cd apre con la title track, un bellissimo giro di accordi/riff in 5/4 su cui tutto il lirismo di Satriani esce in tutto il suo splendore con un grande tema e refrain. Colaiuta, da parte sua, abilmente ci fa godere del 5/4 e di tutta la sua abilità nel farcelo percepire più dritto possibile. “Can’t Go Back” è un brano tipicamente Satriani, con quel modo cool e con il tema che riesce a raccontare una storia, anche senza bisogno delle parole. “Lies and Truth” è uno dei brani più sperimentali e belli del cd, così come per la curiosa e accattivante “Three Sheets to the Wind”. “A Door Into the Summer” è un solare brano tipico del chitarrista americano, come del resto “Shine on American Dreamer”. “Jumpin’ In” rievoca tutto il soul e il blues visto con gli occhi e le dita di Satriani, con un riff che ricorda la celeberrima “Satch Boogie”, mentre “Jumpin’ Out” è sicuramente meno tradizionale come sonorità, a metà tra l’esotico e il mondo atonale, outside, probabilmente da qui il titolo. Chiudono il cd due brani profondamente diversi tra loro, uno accattivante e cool dal titolo T”he Weight of the World” e “A Celebration”, una marcetta solare che chiude con buon umore e solarità un ottimo cd.

I fan storici di Satriani non saranno affatto delusi da questo cd, mentre chi non lo conosce a volesse approfondire la sua conoscenza potrebbe essere un buon cd da cui partire. Vivamente consigliato a tutti gli amanti della chitarra rock incline al blues, al pop, al metal, allo shred: qui c’è da imparare per tutti. (Simone Gianlorenzi)

Label: Sony Music

Greg Howe – L’assolo di “Oracle” da Maragold

Written by Simone Sello on . Posted in Artisti

Il nuovo progetto di Greg Howe, Maragold, è una band caratterizzata fortemente dalla presenza della cantante Meghan Krauss, con un’impronta rock di base venata di funk e r’n'b. Per arricchire l’intervista pubblicata su Chitarre di giugno, realizzata anche grazie a Cassandra Childs del management di Howe, Greg ci ha voluto fare un regalo  particolare con questo video, in cui suona l’assolo di “Oracle” mettendo in evidenza ancora una volta la sua tecnica invidiabile, soprattutto nell’uso dei legati.

SONDAGGIO: TOP 10 GUITAR PLAYERS DI TUTTI I TEMPI

Written by Redazione Chitarre on . Posted in Artisti, Sondaggi

La coverstory del numero di luglio/agosto nasce con il vostro contributo!

Indicate i 10 chitarristi o band che secondo voi hanno lasciato il segno più importante nel mondo della chitarra moderna, sia a livello di tecnica che di suono.
Joe Satriani, nell’intervista collegata alla copertina di giugno, ha fatto questi titoli (in realtà 11) focalizzati in particolare sulla chitarra elettrica e sulla sua personale esperienza:

- i primi 3 dischi in studio di Jimi Hendrix
- Live at the Fillmore East di Hendrix con Band of Gypsies
- Black Sabbath dei Black Sabbath
- qualsiasi album di Albert King
- Van Halen dei Van Halen
- Rising Force di Yngwie Malmsteen
- Passion And Warfare di Steve Vai
- Believe It di Tony Williams con Allan Holdsworth
- Birds Of Fire di Mahavishnu Orchestra con John McLaughlin

La redazione di Chitarre – mettendo assieme le varie opinioni – pensa che in una classifica del genere potrebbero (o dovrebbero) trovare posto diversi altri nomi, considerando anche chitarristi acustici, pionieri veri e propri del blues e jazz, etc. Abbiamo stilato una lista di 70 nomi che – in misura maggiore o minore – hanno sicuramente lasciato un segno nella storia della chitarra moderna.

Ora tocca a voi. Scegliete nella lista i 10 nomi degli artisti che ritenete più importanti e, alla fine, i più votati saranno l’argomento della coverstory di luglio/agosto dove, per ogni chitarrista o band, troverà posto un articolo sull’album più significativo.

Collegato alla coverstory di luglio/agosto un nuovo gioco a premi per tutti i lettori. Presto i dettagli.

Steve Hackett: Genesis Revisited 2013 World Tour – Roma, Teatro Sistina, 26 aprile 2013

Written by Redazione Chitarre on . Posted in Artisti, Home-News, News

Occasione pressoché unica: per la prima volta uno dei membri originali dei Genesis riporta sulla scena il repertorio 1971-77. Non a caso il Teatro Sistina di Roma ha registrato il sold out, come del resto tutte le altre date italiane che hanno toccato Milano, Vicenza, Bologna, Verona e Torino. Il tour mondiale di Steve Hackett promuove la pubblicazione del doppio cd (quattro vinili) Genesis Rivisited II (il primo era del 1996) pubblicato il 26 ottobre 2012, nel quale il chitarrista ripercorre il periodo d’oro di una band che ha fatto sognare generazioni di appassionati e di musicisti.

Bruce Kaphan e la pedal steel guitar

Written by Simone Sello on . Posted in Artisti, Strumenti

Bruce Kaphan è un talentuoso musicista, attivo soprattutto nell`area di San Francisco, e conosciuto per la sua versatilità nell`ambito della pedal steel guitar. Oltre a svariati album pubblicati a suo nome, il suo lungo curriculum include collaborazioni live e in studio con REM, Sheryl Crow, Thomas Dolby, The Black Crowes, David Byrne, Jewel, Chris Isaak e molti altri. Lo ho conosciuto in sala prove agli studi SIR di Hollywood, in occasione di alcune serate dal vivo con la cantante Jodee Seiders per cui eravamo stati entrambi ingaggiati, e ho pensato di coinvolgerlo per arricchire l’articolo di Chitarre sulla lap steel guitar. In questo video Bruce spiega il funzionamento meccanico della pedal steel, piuttosto complesso, e parla brevemente delle differenze con la lap steel.

Francesco Loccisano e Mico Corapi live per Chitarre Magazine

Written by Stefano Tavernese on . Posted in Artisti

Francesco Loccisano è senza dubbio l’astro nascente della chitarra battente, uno strumento rimasto per troppo tempo ancorato in maniera piuttosto rigida alla tradizione, limitato a una funzione essenzialmente ritmica. Il chitarrista calabrese, grazie anche a collaborazioni illustri come quella con Eugenio Bennato e al coraggio di richiedere qualche modifica strutturale allo strumento per renderlo più versatile, sta conquistando un posto di primo piano fra gli strumentisti europei. Il suo stile è un incrocio sapiente di tradizione e flamenco, meridione italiano e spagnolo.

Steven Wilson – intervista

Written by Redazione Chitarre on . Posted in Artisti

L’ultimo album di Steven Wilson – The Raven That Refused To Sing (And Other Stories) - pesca a piene mani dalla tradizione prog anni settanta, ma il tutto è filtrato dalla straripante personalità musicale del leader dei Porcupine Tree e della sua band, in perfetto equilibrio fra rock e jazz.
Un lavoro reso ancora più interessante dalla collaborazione di Alan Parson e dalla presenza di Guthrie Govan nella band…
Sono sei le storie che ispirano le tracce contenute nel disco, tutte quante in qualche modo collegate al sovrannaturale nel senso più classico e tradizionale del termine: le storie originali sono all’interno del booklet presente nella special edition dell’album.

G Factor: Livia Ferri

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Artisti

Nuova rubrica per occuparci di giovani musicisti italiani che affidano alla chitarra un ruolo di rilievo, fra strumentisti puri e musicisti con un progetto da promuovere, senza limiti di genere ma con un occhio di riguardo alla qualità e al mondo delle sei corde.
Livia Ferri, che apre la serie, è una songwriter romana diplomata presso il Saint Louis College of Music di Roma.
Scrive i suoi pezzi, canta e suona la chitarra muovendosi agevolmente fra elettrica e acustica.
E’ uscito da poco il suo primo album, Taking Care.