JOHN RENBOURN LIVE

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Un bel video di qualche anno fa per assaporare la raffinata arte chitarristica e lo humour di questo grande artista inglese, intervistato su Chitarre di novembre per parlare del libro John Renbourn: Guitar Works – Solo compositions for classical or acoustic guitar curato da Marco Rossetti…

 

BONAMASSA IN STUDIO

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In questo filmato Joe Bonamassa è ripreso durante la lavorazione dell’ultimo album, Different Shades Of Blue.
Tanti primi piani delle mani in azione su uno dei suoi tanti Les Paul e qualche commento interessante sul suonare il blues…
La nostra intervista è su Chitarre di novembre con un interessante commento critico di Marco Denti sul personaggio… Secondo voi Bonamassa è semplicemente prolifico o quasi… incontinente? E’ possibile che il suo stile rimandi a quella schiera di chitarristi in cui pesa di più la quantità che la qualità?

RUDY ROTTA – Video collection

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Una raccolta di spezzoni che documentano alcuni importanti momenti nella carriera di uno dei nostri bluesman più importanti… Sul palco ai festival di Montreux, Pistoia, Woodstock 5 stelle, assieme a BB King, John Mayall, Brian Auger.
Con Ernesto Assante parla anche del nuovo album Beatles vs Stones (intervista su Chitarre di novembre)…

 

 

 

Stef Burns – Wings Winter Tour 2014

Written by Redazione Chitarre on . Posted in Artisti, Home-News, News

Roots & Wings Summer Tour 2014Dopo le date estive open air Stef Burns League torna per la seconda tranche del “Roots & Wings Tour” nei club, con uno show energico e trascinante per promuovere ROOTS & WINGS, il nuovo album di inediti di Stef Burns, ora in tutti i negozi (Ultratempo/Self).

Dopo l’esordio con “What Doesn’t Kill Us”, esce “Miracle Days”, secondo singolo e video tratto dall’album ROOTS & WINGS (Ultratempo/Self) della SBL Stef Burns League, band con cui STEF BURNS porta sul palco l’energia e l’entusiasmo che lo caratterizzano, e alla quale si è aggiunto di recente il nuovo chitarrista di Vasco Rossi: Vince Pastano.
Il tour invernale nei club, organizzato da ULive, partirà il 13 novembre da Trieste e toccherà un po’ tutta Italia.

Con Stef Burns, voce e chitarra, completano la formazione:  Vince Pastano alla chitarra, Paola Zadra e Juan Van Emmerloot alla sezione ritmica.

Date già confermate:

- 13 Trieste, T. Muggia;
- 14 Vignole (AL), Area 51;
- 15 Moncalieri (TO) Nuovo McRyan;
- 16 Milano, Le Scimmie;
- 18 Brescia, Seconda Classe;
- 19 Pisa, Blitz;
- 21 Villaguardia (CO), Tartaruga;
- 23 Perugia, Afterlife.

I video ufficiali dall’album:

 

Info:

Ultra comunicazione - tel. +39 02.89452015 - e-mail:info@ultraitaly.com
- Skype: ultra.promo

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Intervista a Luca Rustici

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Artisti

Luca RusticiAbbiamo scambiato due parole con Luca Rustici, produttore dell’ultimo lavoro di Gianluca Buresta (Chitarre 343, novembre/dicembre 2014). Luca ha cominciato a fare musica negli anni ’70 come batterista e, successivamente, chitarrista (seguendo la tradizione di famiglia). L’inizio degli anni ’80 lo vede come fonico e, successivamente, produttore. Luca ha lavorato con innumerevoli artisti di primo livello. Impossibile citarli tutti, ci limitiamo ai primi quattro (senza nulla togliere agli altri cento): Bocelli, Zucchero, Mina, Baglioni. Ci sembrava doveroso scambiare due parole con lui.

Come hai conosciuto Gianluca?
Sono stato contattato direttamente e ho accettato la sua proposta.

Quali sono state le ragioni che ti hanno spinto a produrre L’essenza delle cose?
Le idee che aveva mi sembravano interessanti e così, come dicevo, ho deciso di collaborare con lui. Partendo dai suoi spunti abbiamo rifinito melodie e testi dei brani ed è nato L’essenza delle cose.

Durante la lavorazione avevate già in mente come arrivare al risultato finale o ci siete arrivati per gradi costruendo il prodotto passo dopo passo?
Normalmente, quando inizio una produzione, ho già le idee chiare sul suono finale. Con Gianluca era tutto molto chiaro, sia il suono che la produzione, proprio per il lavoro di composizione e pre-produzione fatto prima di entrare in studio.

Dal punto di vista tecnico quale approccio avete usato e quale strumentazione?
Il disco è stato registrato secondo la mia concezione attuale di produzione (che tiene conto della situazione del mercato, dei budget e dell’utilizzo finale del prodotto). Comunque non ci siamo fatti mancare nulla. Abbiamo registrato all’Alari Park, su un banco Neve, basso e batteria. Questa era una Pearl con piatti Sabian sapientemente suonata da Andrea Polidori. Il basso (Fender Precision e Jazz) ripreso con una DI Radial, dal pre Ampeg e un microfono (AKG D12) davanti al cono. Tutto passato attraverso il banco e compressori Urei 1178. Per chitarre, le tastiere, voci e i mix abbiamo lavorato  all’ L’n’R studio. Abbiamo utilizzato Guitar Rig (Native Instruments) per gli effetti e Eleven (AVID) come amplificazione, più precisamente entrando nella pedalboard Guitar Rig e passando attraverso due DI Radial e due preamp Art a valvole, il tutto elaborato dagli Urei 1178. La voce è stata ripresa con un Sanken pre Flamingo e compressore Urei 1178.

Come mai avete deciso di registrare l’album in due studi diversi?
La scelta è stata fatta per avere una ripresa di batteria e basso con un suono fat e quindi abbiamo scelto l’Alari Park. I missaggi sono stati fatti all’ L’n’R Studio (lo studio di proprietà di Luca, ndr) modificando molto poco i suoni registrati. Un buon suono di partenza vuol dire risparmio di tempo e di denaro.

Come vedi il futuro della produzione musicale?
Il futuro non è roseo. Il ritorno economico è veramente basso e quindi bisogna trovare il modo di recuperare l’investimento in una maniera diversa.

Quale ritieni possa essere un modello di business che possa aiutare musicisti e produttori a uscire fuori da questa crisi?
Devo dirti che se avessi la soluzione l’avrei già utilizzata. Sicuramente i media (radio e televisione, in particolare) non veicolano più i meriti artistici ma perseguono altri interessi. Per quanto mi riguarda, cerco di lavorare al meglio seguendo coscienza e inclinazioni culturali. Visto quello che sta succedendo in questi ultimi anni si deve spostare il centro degli interessi verso la rete adattando anche la strategia promozionale alle nuove esigenze.

Emiliano Girolami

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LIGABUE – Bologna, Stadio dall’Ara, settembre 2014

Written by Redazione Chitarre on . Posted in Artisti

LIGABUE Photo Roberto Villani _MG_0085Gioca in casa il rocker di Correggio in questa penultima data della trionfale tournée estiva negli stadi e come tributo alla sua Emilia inserisce in esclusiva “La terra trema, amore mio”, toccante riferimento al terremoto del 2012. Ma è il brano d’apertura, “Il muro del suono”, il manifesto del taglio sonoro dello show, per un concerto rock asciutto e possente grazie alla granitica sezione ritmica composta da Michael Urbano alla batteria e Davide Pezzin al basso e alle rodate chitarre di Niccolò Bossini e Fede Poggipollini che ben si incastrano e si dividono con pochi fronzoli le parti soliste, il tutto amalgamato dalle tastiere di Luciano Luisi per un wall of sound davvero notevole. Altro punto di forza è lo straordinario light show, sicuramente il migliore mai visto per una produzione italiana e oserei dire ai massimi livelli mondiali. Da Mondovisione, qui riproposto in toto, spiccano la tosta “Il volume delle bugie”, l’uptempo di “Nati per vivere”, l’ultimo singolo “Siamo chi siamo” con Ligabue al bouzouki e “Il sale della terra”, mentre si segnalano tra i brani di repertorio l’ormai immancabile “Happy Hour”, il lirico solo di Bossini alla Les Paul alternato alla slide di Poggipollini su “Ho messo via”, le storiche “Libera nos a malo” e “Balliamo sul mondo” con ancora Bossini sugli scudi con la sua Charvel e “Urlando contro il cielo”, che riconferma la grande prova di Urbano dietro le pelli. Si prosegue senza un momento di calo tra brani nuovi e vecchi, con la travolgente “A che ora è la fine del mondo ?” e l’epica “Tra palco e realtà” prima dei bis con “Certe notti” e la scoppiettante “Con la scusa del rock ‘n’ roll”. E ora aspettiamo il DVD del tour che forse qualcuno dovrebbe poi far vedere agli ormai iphonici U2. A buon intenditor…

Riccardo Cappelli/Foto di Roberto Villani

Lello Panico: quattro chiacchiere sul blues

Written by Paolo Somigli on . Posted in Artisti

Lello-Panico-web“Non blues, non rock, non jazz”: così recita il titolo del nostro articolo/intervista ad uno dei grandi musicisti italiani dei nostri tempi. Certo: perché Lello Panico non è soltanto queste cose, ma molte molte altre ancora…
Approfittando di un suo passaggio in redazione per parlare del suo nuovo album strumentale, Fifty Years Ago, Lello si è volentieri fatto riprendere in un una serie di video (questo mese pubblichiamo il primo) dove in modo assolutamente informale e piacevolissimo ci racconta uno dei suoi amori, il blues appunto, dal punto di vista di chi la sa davvero molto molto lunga in proposito….